FAQ'S
Quali ortaggi coltivare sul balcone?
E’ possibile coltivare tutti gli ortaggi sul balcone, dipende anche dallo spazio a disposizione, comunque i più facili da coltivare sono: fragole, pomodori( ciliegino datterino pachino), basilico, prezzemolo, piante aromatiche, peperoncini piccanti, aromatiche, lattughe e cicorie da taglio- Per la coltivazione si consiglia un terriccio buono per orto, vasi capienti soprattutto per i pomodori, si possono anche creare delle strutture fai da te come delle vasche costruite con pancali. Per rendere tutto più facile si può installare un sistema di irrigazione automatica, in modo che le piante ricevano il giusto apporto d’acqua. Infine non dimentichiamo una buona concimazione, con prodotti che abbiano un giusto equilibrio di sostanze come azoto fosforo e potassio e soprattutto semplici da utilizzare su un balcone.
Cosa piantare nell’orto durante l’anno?
Gennaio, all’inizio dell’anno bisogna preparare il terreno pulirlo e iniziare a concimarlo. Si inizia a coltivare tenendo conto della zona, (collina, pianura, costa) e del clima. In serra si possono piantare cavoli, , sedano, cicorie, aglio bianco e si possono seminare melanzane, pomodori, peperoni, ravanelli meloni, angurie, lattughe,fave e piselli.
A Febbraio si seminano degli ortaggi che raccoglieremo nei mesi caldi. si seminano al riparo gli ortaggi a foglia e il sedano e in pieno campo le bietole, gli spinaci e lattughe
Marzo pazzerello è un mese sempre incerto, Capita spesso che siamo invogliati a seminare e poi calano le temperatura o arrivano piogge eccessive e grandinate ed ecco che perdiamo il raccolto. in serra si piantano: anguria, basilico, carciofi, cavoli cappuccio, cavoli verza, cetrioli, indivie, finocchi, melanzane, peperoni, pomodori, porri, sedani, zucchine ed erbe aromatiche; prezzemolo, rape ravanelli, rucola, spinaci. In pieno campo: barbabietole da orto, biete, carote, cicorie da taglio, cipolle, lattughe, piselli prezzemolo, rape ravanelli, rucola, spinaci. In zone più miti si possono piantare in pieno campo i cavoli , finocchi, indivie , scarole, carciofi. Nelle nostre zone dopo la metà del mese si seminano le patate per continuare nel mese seguente
Aprile, durante il mese di aprile si possono piantare: angurie, asparagi, basilico, bietole e coste, carciofi, cardi, carote, cavoli, cicorie, cipolle, indivie, scarole, fagioli, fagiolini, finocchi, insalata, meloni, melanzane, peperoni, piselli, prezzemolo, ravanelli, rucola, sedani, zucchine, ceci , cicerchia, lenticchie.
A Maggio si seminano fagioli, fagiolini e si piantano peperoni, melanzane, zucchine, cavolini di Bruxelles, cetrioli, fragole ,zucche.
Giugno si piantano le barbabietole, basilico, carota, bieta, cavoli, cicorie, fagioli, lattughe, porri, prezzemolo, ravanello, rucola, sedano, zucchine. Bisogna inoltre prestare attenzione alle malattie fungine e agli attacchi degli insetti sulle piante già sviluppate di pomodori, melanzane e peperoni. Bisogna inoltre preparare i sostegni e le reti.
Luglio e Agosto, in questi mesi si seminano in pieno campo basilico, bieta, carota, cavolfiori, cicorie, cipolle, indivia, finocchi, fagioli, fagiolini, lattughe, prezzemolo, ravanello, rape, rucola, valeriana, zucchine. Ad agosto preparazione del terreno per piantare gli ortaggi che raccoglieremo in autunno ed inverno ad esempio cicorie, cavoli, verze, pomodori, finocchi.
Settembre si possono seminare barbabietole, bieta, carota, cavoli, cicorie, indivie, finocchi, lattughe, prezzemolo, rape, ravanelli, rucola, spinaci, valeriana. Nelle zone più miti si possono piantare cavoli, finocchi, cicorie e lattughe invernali.
In Ottobre diminuiscono le varietà di ortaggi da trapiantare ma soprattutto dobbiamo tenere conto della riduzione della luce giornaliera che non permette alle colture un adeguato sviluppo. Si possono seminare in pieno campo cicorie, fava, lattuga, prezzemolo, ravanello, rucola, spinaci, valeriana ,piselli e i bulbi di cipolle le cipolle e aglio che possono essere seminate anche nei mesi successivi.
Novembre e Dicembre sono mesi molto freddi ma si possono effettuare le semine di fave aglio cipolle , piselli, ravanelli, spinaci e valeriana
Quando potare gli alberi da frutto?
Le potature non sono uguali per tutte le piante da frutto e bisognare tenere conto delle zone e del clima.
Gennaio melo, pero e kiwi
Febbraio albicocco, kiwi, vite, melo, pero e susino
Marzo pesca, vite e agrumi dopo il raccolto; per quest’ultimi bisogna ricordarsi che bisogna potarli con il caldo, nelle nostre zone spesso marzo può essere freddo quindi è sempre meglio aspettare perché se dopo la potatura ci fosse una gelata la pianta potrebbe avere problemi.
Aprile può lavorare su quasi tutte la piante da frutto e la potatura è dedicata con maggiore attenzione ai danni del freddo invernale.
Maggio diradare i frutti dell’albicocco, del melo, del pesco e del susino; si possono potare anche gli agrumi. La potatura in questo mese riguarda solo i rami esterni.
Giugno si potano ribes bianco e uvaspina.
Luglio eseguire la potatura delle piante che hanno fruttificato ma il taglio dei rami deve avvenire dopo il raccolto. Gli alberi che richiedono maggiore attenzione sono l’albicocco, il lampone, il limone e il ribes; in questo caso si può procedere alla potatura dei rami interni pur stando attenti alla struttura degli alberi.
Agosto in questo mese si possono effettuare operazioni di sfrondamento delle chiome.
Settembre è il mese eccellente per la potatura post raccolto.
Novembre e Dicembre si possono potare melo, pero, albicocco e susino.
Quali sono le malattie più comuni delle piante?
Cocciniglie Le cocciniglie sono dei rincoti, come gli afidi; questi insetti perforano la lamina fogliare o dei fusti giovani e si nutrono della linfa in essi contenuta, ricca di zuccheri. I parassiti denominati volgarmente come cocciniglia sono molti, alcune decine, di dimensioni varie, dai pochi millimetri, al mezzo centimetro o più. In genere colonizzano in gran numero le parti giovani delle piante, i germogli e le foglie. Le cocciniglie si diffondono sulle conifere, sulle succulente in genere, su molte piante ornamentali, sulla vite e sugli agrumi; si sviluppano al meglio nelle fessure, negli anfratti e nei luoghi della chioma poco esposti alla luce, prediligono le piante che ricevono regolarmente concimi ad alto tenore di azoto, in luoghi con scarsa umidità e con scarsa ventilazione. Anche questi rincoti spesso vengono spostati sulle piante dalle formiche, che si nutrono di melata, talvolta la presenza di formiche sulle nostre piante può essere un campanello di allarme, che ci svela la presenza di parassiti in zone a noi non visibili. Se l’infestazione dovesse essere massiccia è bene intervenire utilizzando dell’olio bianco, magari attivato con un piretroide o con sulfoxaflor, per un’azione più efficace. Per un risultato ottimale è consigliabile trattare le piante con anticoccidici all’inizio della primavera oppure in autunno-inverno, in modo da riuscire a distruggere la gran parte delle uova, evitando di danneggiare gli insetti utili, poco presenti in questi periodi dell’anno.
Lepidotteri I lepidotteri sono un ordine di insetti di moltissime specie, più comunemente noti come farfalle e falene. Il ciclo biologico dei lepidotteri è composto da quattro stadi: uovo, bruco, pupa e forma adulta. In ogni stadio cambiano considerevolmente forma e abitudini alimentari (metamorfosi). I lepidotteri adulti sono innocui per le piante, ma allo stadio larvale sono voraci divoratori di foglie. I bruchi si dividono in tre categorie: bruchi minatori, che scavano gallerie nelle foglie e nel legno; bruchi defogliatori, che lasciano solo la nervatura della foglia; bruchi ricamatori, che lasciano un ricamo sulla patina della foglia di cui si nutrono. Per debellare questo parassita è importante ricorrere a insetticidi chimici o naturali. I rimedi chimici vanno usati solo se le infestazioni sono di grave entità, visto il loro impatto negativo sull’ecosistema. Esistono ormai infatti numerosi rimedi naturali efficaci contro i bruchi, come il piretro e il bacillus thuringiensis. Il piretro è una sostanza estratta dai fiori, che ha però lo svantaggio di debellare sia gli insetti nocivi che quelli utili. Il bacillus thuringiensis è un batterio presente nel suolo che neutralizza le larve. Si possono utilizzare anche le deltametrine.
Afidi Gli afidi sono tra parassiti più diffusi e temuti in agricoltura. Vivono e si cibano di un gran numero di vegetali minandone la crescita, la capacità di fiorire e di fruttificare. Per queste ragioni è importante saperli riconoscere e intervenire in maniera adeguata, valutando soprattutto l’entità degli attacchi e i possibili danni diretti o collaterali. Hanno un apparato boccale pungente-succhiatore, attraverso il quale perforano la superficie di foglie, piccoli rami e germogli, per succhiare la linfa delle piante. Mentre succhiano la linfa questi insetti emettono un liquido zuccherino, detto melata, che cade su foglie e fusti, divenendo terreno di coltura di numerosi funghi, soprattutto di funghi di colore scuro detti fumaggini, che deturpano l’estetica delle piante, oltre a causare danni funzionali. La melata attira anche altri insetti, come api e formiche; quest’ultime proteggono gli afidi e li spostano su altre piante. Gli afidi e le formiche vivono in un rapporto simbiotico quasi unico in natura. I prodotti di sintesi più utilizzati per eliminare gli afidi sono i piretroidi (ad esempio deltametrina, cipermetrina, permetrina), e leggermente più efficaci e persistenti delle piretrine naturali. Si può far ricorso, nel caso viviamo in zone particolarmente infestate, anche ad insetticidi sistemici. È importante, se si sceglie di utilizzarli, distribuirli a scopo preventivo almeno un mese prima dell’inizio della fioritura in maniera che non vengano mai direttamente a contatto con gli impollinatori.
Oidio L’oidio o mal bianco è una patologia funginea molto comune si sviluppa soprattutto in presenza di condizioni climatiche umide, mediamente calde e in caso di scarsa aerazione . E’ una malattia causata da un genere di funghi parassiti che prediligono quasi tutte le varie tipologie di piante, sia orticole che ornamentali. In particolari condizioni, l’oidio può attaccare anche le piante in serra. Non meno importanti sono i danni estetici che riguardano principalmente le piante a fiore ed ornamentali. I danni arrecati possono consistere in un rallentamento della crescita o nella perdita del raccolto (es. nella vite). In agricoltura biologica si può utilizzare lo zolfo come prevenzione in polvere o liquido, il bicarbonato di potassio, il sodio idrogenocarbonato e il Bacillus Subtilis. Nella lotta chimica ci sono molti fitosanitari in commercio che possono essere liquidi o in polvere. L’uso della formulazione dipende dal tipo di pianta infetta e dal periodo della somministrazione. Bisogna ricordarsi che la potatura è molto importante per la prevenzione di questa malattia.
Peronospora Il termine peronospora in agricoltura viene impiegato facendo riferimento ad una malattia causata da svariati agenti patogeni e che colpisce un gran numero di piante. La lotta contro la peronospora, per ogni tipo di coltivazione, si basa principalmente sulla sua prevenzione, è possibile fermarne la diffusione, ma i danni causati alle foglie diventano comunque irrimediabili. Sulla vite si ha la comparsa di macchie rotonde sulla pagina superiore, in genere con aspetto clorotico, che diventano leggermente trasparenti e lucide, Infine vi è la comparsa delle muffa biancastra sulla pagina inferiore e la necrotizzazione delle aree precedentemente colpite. Grave danno si ha sui grappoli. Quelli piccoli necrotizzano, quelli già grandi ammuffiscono. Quello che si accomuna nelle diverse colture colpite sono delle macchie con bordi irregolari color giallo- bruno e successivamente la formazione nella pagina inferiore della foglia di muffe biancastre o grigie o violacee. Come sistema di lotta si possono utilizzare prodotti rameici di copertura e per scegliere il momento migliore per intervenire ed evitare trattamenti inutili si può fare riferimento alla regola dei 3-10: o La temperatura è superiore ai 10 °C, o I giovani germogli hanno superato i 10 cm di lunghezza, o Sono caduti più di 10 mm di pioggia in 24-48 ore. Ci sono molti prodotti rameici di contatto in commercio, ma anche citotropici e sistemici che hanno il vantaggio di resistere più a lungo al dilavamento delle piogge, in questo caso è bene utilizzare prodotti con diversi principi attivi, e non usare lo stesso prodotto più di tre volte affinché non si sviluppino resistenze che creerebbero problemi di lotta alla malattia.
Come si concimano le piante?
Vite la concimazione è uno degli elementi fondamentali in agricoltura per ottenere dalla pianta un’ottima produzione e qualità. Per determinare quali nutrienti mancano nel terreno con certezza si possono fare una serie di analisi che vanno effettuate direttamente sul terreno di nostro interesse. Le analisi si possono fare in qualsiasi laboratorio specializzato portando un campione di terreno e sono importanti per qualsiasi tipo di coltura soprattutto per le piante da frutto. Per la vite distinguiamo tre tipi di concimazione la prima concimazione di fondo che si effettua prima della messa a dimora delle barbatelle, durante la fase di lavorazione del terreno; la concimazione di allevamento, che verrà ripetuta ogni anno fino a quando la pianta ha raggiunto una sua forza; la concimazione di produzione, che si pratica sulle piante adulte e produttive. Per ogni fase, le esigenze nutrizionali della pianta sono molto diverse. Il primo concime da utilizzare può essere un’ organico tipo stallatico, a cui vanno aggiunti eventualmente fosforo e potassio, nonché calcio e magnesio se il terriccio ne è carente. Nei successivi anni di crescita della pianta viene inserito l’azoto, che ha la funzione di sviluppare la chioma e la parte radicale. Dopo il terzo anno di vita, il nostro vigneto inizia finalmente a produrre i suoi frutti. Se abbiamo irrigato e concimato bene negli anni precedenti, la produzione sarà rigogliosa e soddisfacente. Non per questo si deve smettere di concimare, infatti a settembre dopo il raccolto si renderà necessario oltre alla potatura e alla pulizia del terreno una adeguata concimazione soprattutto ricca di potassio e fosforo. Anche durante la fase di produzione si dovrebbe concimare il terreno e sarebbe utile integrare con una concimazione fogliare in cui vengono somministrati macro e micro elementi come Boro Sali di Magnesio e Calcio e chelati di Ferro.
Alberi da frutto Per ottenere degli ottimi frutti non solo di aspetto ma anche di sapore è fondamentale una buona concimazione e questa per essere corretta dovrà seguire e soddisfare le esigenze della pianta nelle diverse fasi, somministrando i diversi elementi nutritivi quando i processi fisiologici della pianta lo richiedono. I concimi utilizzati più comunemente sono i ternari NPK azoto fosforo e potassio sia di sintesi che di origine minerale, elementi fondamentali però dovrebbero essere integrati con altre sostanze altrettanto importanti come Ferro (Fe), Boro (Bo), Rame (Cu), Zinco(Zn), Manganese (Mn), Calcio (Ca) Magnesio (Mg). Tutti questi elementi dovrebbero essere somministrate durante il ciclo vegetativo delle piante ad esempio. In primavera in cui si ha la ripresa vegetativa, fioritura e l’allegagione ,sono fondamentali come elementi l’azoto e il fosforo. In estate in cui si ha l’accrescimento dei frutti e dei germogli è bene somministrare azoto e potassio. In autunno al termine dell’attività vegetativa e la caduta delle foglie si somministra azoto, in questo periodo l’assorbimento dell’apparato radicale è molto intensa poiché la pianta deve creare le riserve che utilizzerà in primavera. ln inverno quando la pianta è ferma sarebbe utile somministrare fosforo e potassio. La concimazione fogliare può essere utile nel caso si debbano somministrare dei microelementi in piccole quantità, o per aiutare la pianta a superare condizioni di stress dovute ad esempio a periodi stagionali freddi e piovosi.
Olivo Un buon concime per l’olivo deve contenere azoto, fosforo e potassio NPK e ognuno di questi componenti ha un ruolo diverso nella crescita della pianta: l’azoto contribuisce alla fioritura e all’allegagione, ossia alla produzione dei frutti; il potassio regola l’assorbimento di acqua e favorisce la resistenza della pianta ai parassiti; il fosforo gioca un ruolo importante nella produzione dei frutti e rafforza le radici. La concimazione dovrebbe essere effettuata in tre periodi fondamentali: in autunno si somministra potassio e fosforo; a fine inverno si somministra una parte di azoto; a metà primavera si conclude il ciclo di nutrimento con azoto per dare la spinta finale all’allegagione. Molto importante è integrare con una concimazione fogliare e tra gli elementi più utili troviamo il Boro, fondamentale durante l’allegagione per tenere il frutto.
Cosa fare in giardino?
La preparazione del giardino vera e propria inizia a marzo con la pulizia e la semina di bulbi che fioriranno in estate. Si possono piantare, ma solo nelle zone più miti, tutte le piante da fiore tipiche dell’estate. Si prosegue anche durante il mese d’aprile dove è bene iniziare a concimare per avere fiori più rigogliosi e colorati. Nel mese di maggio e giugno si continua la messa dimora di piante e arbusti, ma è bene ricordarsi di iniziare i trattamenti preventivi contro afidi , insetti e pidocchi che in questo mesi iniziano a comparire. Si possono portare all’esterno anche le piante da casa ed eventualmente rinvasarle. Nel mese di luglio e agosto si consiglia di controllare l’ irrigazione , effettuare sempre una buona concimazione e trattare eventualmente fiori e piante da attacchi di insetti ma anche di malattie fungine. Estirpare le erbe infestanti. Nel mese di settembre è bene riportare all’interno le piante da casa, che dovranno essere concimate ed eventualmente trattate. Nei mesi di ottobre e novembre si possono trapiantare i bulbi delle fioriture primaverili, e si inizia a pulire il giardino ed eventualmente a proteggere con il TNT le piante da eventuali gelate.